Canna fumaria per caminetto”Larin”

Realizzazione canna fumaria per caminetto “Larin” installata in provincia di Treviso.

La canna fumaria installata ha un diametro interno di 400mm con isolamento in lana di roccia da 50 mm, inoltre è stata realizzato un sistema coassiale per permettere l’ingresso dell’aria comburente richiesta dal caminetto.

La torretta terminale è realizzata in struttura autoportante per poter reggere gli oltre 2,5 metri di sbalzo senza ulteriori staffaggi o tiranti.

L’istallazione è stata effettuata Vittorio Casagrande Maestro Fumista.

Foto:


Lavori in corso:

Si ringrazia per la collaborazione e per le foto Vittorio Casagrande e Dumont Camini.

IL MONOSSIDO DI CARBONIO

Dove si genera:

In casa può essere creato da:, caminetti, stufe, braci, fornelli, scaldabagni, caldaie, motori, fiamme e braci di ogni tipo in locali non arieggiati, quindi in bagno, in cucina, nella caldaia e in ogni stanza dove c’è qualcosa che brucia. Occorre pertanto avere una presa d’aria collegata direttamente all’esterno ed una di scarico dei fumi, sempre verso l’esterno. Durante tutto l’anno si ha la possibilità di formazione di questo terribile gas, ma in inverno risulta essere più frequente il suo diffondersi, infatti:

-  si accende il riscaldamento nelle case, compresi gli impianti non sicuri;

-  si tengono chiuse le porte e le finestre; la produzione del gas può essere già in corso da tempo,

ma con le porte aperte veniva dispersa e non produceva danni, mentre ora non si disperde più e viene accumulata;

-  le persone trascorrono più tempo in casa e sono più esposte agli effetti del gas;

-  a volte per eliminare le correnti fredde, o per altri motivi, vengono otturate le prese d’aria

Perché si forma:

Una qualunque combustione consuma l’ossigeno dell’aria e produce diversi gas fra cui il monossido di carbonio (CO) quando combustibili fossili (legna, gas metano, gpl, olio ecc.) bruciano in maniera non completa o quando l’aria fornita è scarsa o mancante. In un locale chiuso, o con poco ricambio di aria, l’ossigeno viene consumato in fretta e quando diventa scarso la combustione produce il monossido. Il monossido di carbonio è un combustibile che può anche esplodere (evento molto raro) ed inoltre è più pesante dell’aria, quindi stratifica sul pavimento e giù per le scale, formando uno strato basso invisibile.

 

Perché è pericoloso: 

Il monossido di carbonio conosciuto anche come CO (formula chimica CO dove si ha n°1 atomo di Carbonio e n°1 atomo di Ossigeno) è un veleno che quando viene respirato si accumula nel sangue al posto dell’ossigeno, (nell’emoglobina del sangue si sostituisce all’ossigeno, con una affinità migliore, rispetto a questo, di ben 250 volte), così il cervello funziona male, la mente perde lucidità, i riflessi diventano lenti, i muscoli sono deboli e fiacchi. È come avere l’influenza. Con dosi maggiori di gas diventa difficile respirare, camminare e quindi si entra in uno stato di coma e si muore.

Bastano 10 minuti. Sono maggiormente a rischio gli anziani (oltre i 75 anni) e i bambini (sotto i 4 anni). Il pericolo è tanto maggiore, quanto maggiore è la concentrazione del gas.  Per eliminare il veleno dal sangue occorre ricorrere ad un trattamento in camera iperbarica e con cure particolari ed i danni possono essere permanenti.

Come accorgersi:

E’ molto difficile accorgersi di respirarlo, in quanto esso è invisibile ed inodore. Gli indizi dovuti alla sua presenza, possono essere confusi con altre cause, però è sempre meglio prestare attenzione e fare degli accertamenti immediati, infatti il monossido uccide velocemente.

Sintomi:

Mal di testa e di debolezza, soprattutto quando ci si sveglia. Irritazioni alla gola, al naso ed agli occhi, così pure sensazione di caldo soffocante. Questi sintomi sono molto soggettivi e possono variare da persona a persona. I cani, i gatti ed i piccoli animali possono mostrare anche loro dei sintomi di stanchezza e di perdita di equilibrio, quasi come fossero ubriachi. Se si pensa di averne respirato si deve aprire immediatamente porte e finestre. Respirare (o fare respirare) aria pulita dalla finestra o fuori ed in seguito farsi visitare al pronto soccorso. Non fidarsi a guidare, potreste svenire. In questi casi si deve chiamare un’ambulanza “118” esponendo al personale il proprio problema. Durante un eventuale soccorso a persone intossicate da monossido di carbonio, prestare molta attenzione a non compromettere anche la propria incolumità, a causa della presenza di questo “Gas Killer”.

Concentrazione di CO ed effetti collaterali

PPM 100: soglia limite per nessun effetto anche dopo una esposizione di 6-8 ore;

PPM 200: possibile leggero mal di testa dopo 2-3 ore;

PPM 400: mal di testa e nausea dopo 1-2 ore;

PPM 800: mal di testa, nausea e vertigini dopo 45 minuti; possibile svenimento dopo 2 ore;

PPM 1.000: perdita di conoscenza dopo 1 ora;

PPM 1.600: mal di testa, nausea e vertigini dopo 20 minuti;

PPM 3.200: mal di testa e vertigini dopo 5-10 minuti; perdita di conoscenza dopo 30 minuti;

PPM 6.400: mal di testa e vertigini dopo 1-2 minuti; perdita di conoscenza; pericolo dopo 10-15 minuti;

PPM 12.800: perdita di conoscenza immediata e pericolo di morte dopo 1-3 minuti.

Consigli:

Tre le operazioni indispensabili da compiere:

•  Rispetto delle norme di sicurezza ed installazione a regola d’arte.

•  Accurata installazione e verifica di funzionamento degli impianti di riscaldamento (caminetti, stufe,

cucine a legna, fornelli, scaldabagni, caldaie, ecc.) effettuato da personale specializzato.

•  Controllo e manutenzione regolare del sistema di evacuazione fumi (camini, condotti e canne

fumarie) e dei condotti di aerazione, effettuati da personale specializzato.

Fumisti di Marca

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NUOVI OBBLIGHI PER GLI INSTALLATORI

L’evoluzione nella professione degli Installatori secondo il Dlgs 28/2011.

Il Decreto Legislativo 28/2011 (g.u. n. 71 del 28 marzo 2011) noto come “DECRETO RINNOVABILI”, che ha recepito Direttiva Comunitaria 2009/28/CE, la prevede nuovi incentivi alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica e OBBLIGHI SULLA FORMAZIONE E CERTIFICAZIONE DEGLI INSTALLATORI per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili,
All’art. 15 il provvedimento ministeriale, prevede nuovi OBBLIGHI sulla formazione e certificazione degli installatori per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Questi obblighi che entreranno in vigore a partire dal 1 AGOSTO 2013, prevedono che la qualifica professionale per l’attività “DI INSTALLAZIONE E DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA DI CALDAIE, CAMINETTI E STUFE A BIOMASSE”, di sistemi solari fotovoltaici e termici sugli edifici, di sistemi geotermici a bassa entalpia e di pompe di calore, sia consentita, “SOLO A CHI È IN POSSESSO DEI REQUISITI TECNICO PROFESSIONALI PREVISTI DAL DM N. 37 /08”.

E veniamo alle nuove prescrizioni, previste dal 1 AGOSTO 2013: i corsi dovranno prevedere una fase di teoria, seguita da una di pratica e dovranno concludersi con un ESAME di abilitazione e il rilascio dell’attestato.
La parte TEORICA dei corsi dovrà fornire notizie sulla situazione del mercato, dei principi fisici e di funzionamento degli impianti, di capacità a lavorare in condizioni di sicurezza, di capacità di scelta e misura dei componenti sulla base delle diverse situazioni di installazione come per esempio pensiline, tetti, terrazze e simili.
La prova PRATICA avrà il compito di verificare la corretta installazione delle caldaie o delle stufe a biomasse, delle pompe di calore, dei sistemi geotermici poco profondi e di sistemi solari fotovoltaici e termici.
ENTRO IL 31 DICEMBRE 2012 tutte le Regioni e Province autonome, dovranno predisporre un adeguato programma di formazione per gli installatori e provvedere a trovare e riconoscere i fornitori di formazione.
Nel caso ciò non avvenisse, sarà Enea stessa, a provvedere i programmi di formazione per il rilascio dell’attestato di formazione.
La Direttiva comunitaria 2009/28/CE chiede infine, sempre entro il 31 dicembre 2012, che tutti gli Stati membri riconoscano le certificazioni degli Installatori rilasciate da altri Stati membri. territorio.
La certificazione rilasciata agli Installatori avrà una SCADENZA e il rinnovo dovrà essere subordinato alla frequenza di un ulteriore corso di aggiornamento, da tenersi in forma di seminario o da quanto previsto della legislazione di ogni Stato.

Fumisti di Marca

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SCARICO A PARETE STUFE A PELLET

La realtà del mercato.

Vorrei segnalarVI un problema a tutti noto, ma mai risolto del tutto.

Le stufe a pellet come del resto tutti gli altri apparecchi a combustibile solido, devono scaricare a tetto tramite la realizzazione di un nuovo camino, ove non esistente, così come disposto dal p. 6.5.1 della norma tecnica UNI 10683.

La realizzazione di un nuovo camino, implica quindi in questo caso, la richiesta di una D.I.A. (Dichiarazione di Inizio Attività) o permesso di costruire (ex concessione edilizia) da presentarsi all’Ufficio Tecnico del Comune ove è situata l’abitazione oggetto dell’intervento, redatta da un Tecnico (Geometra, Architetto, Ingegnere ecc iscritto all’Albo) il quale oltre alla preparazione della documentazione necessaria, deve comunque visionare e verificare lo stato di fatto dell’immobile con tutti i risvolti che ciò potrebbe comportare.(costi e tempi)

Si ricorda che in mancanza di autorizzazione specifica, l’installatore si troverebbe nella condizione, per un’eventuale segnalazione o controllo da parte delle autorità competenti, (es. Vigli Urbani o Tecnico Comunale) ad aver compiuto un’illecito amministrativo (“concorso in abuso edilizio”) e soggetto quindi suo malgrado, alla disciplina del Codice Civile (D.I.A. in sanatoria con sanzione pecuniaria in aree non soggette a vincoli) e nel caso di centri storici o aree soggette a vincoli paesaggistici/ambientali, alla disciplina del Codice Penale (l’abuso in questi casi non è sanabile ed è prevista la rimozione o la demolizione dell’illecito con condanna penale )

Inoltre, sempre nel caso di installazione di un nuovo camino, in assenza di D.I.A. o permesso di costruire, il Responsabile Tecnico nella Dichiarazione di Conformità prevista dal D.M. 37/08 , “DICHIARA” sotto la propria personale responsabilità, che l’impianto è stato realizzato in modo conforme alla regola dell’arte, secondo quanto previsto dall’art. 6
Art. 6 Realizzazione ed installazione degli impianti
1. Le imprese realizzano gli impianti secondo la regola dell’arte, in conformità alla normativa vigente e sono responsabili della corretta esecuzione degli stessi.
Gli impianti realizzati in conformità alla vigente normativa e alle norme dell’UNI, del
CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell’Unione Europea o che sono parti contraenti dell’accordo sullo spazio economico europeo, si considerano eseguiti secondo la regola dell’arte.

Dato che proprio l’art. 6 del D.M. 37/08 rimanda alle norme dell’UNI per la realizzazione alla regola dell’arte degli impianti, il paragrafo 5.1 di UNI 10683 cita testualmente:
art. 5.1 Generalit
La verifica di compatibilità dell’impianto, delle eventuali limitazioni disposte da regolamenti amministrativi locali, prescrizioni particolari o leggi o atti amministrativi, può essere preliminare o contestuale all’attività di progettazione ma deve precedere altra operazione di montaggio o posa in opera.

Non ottemperando al disposto normativo del punto 5.1 sopraccitato dove viene espressamente richiesto di conformarsi ai regolamenti locali applicabili, che implicano ove previsto, la richiesta dell’autorizzazione necessaria all’installazione del nuovo camino esterno, andrebbe a ulteriormente ad aggravare la propria situazione, dichiarando anche il “falso in atto pubblico”, nella stessa Dichiarazione di Conformità.
D’altra parte anche chi installa una stufa a pellet con lo scarico direttamente a parete, (circa il 50% delle stufe di questo tipo sono installate così!) si troverebbe ad aver eseguito anche in questo caso un’installazione non a norma e, nel momento in cui avesse compilato la Dichiarazione di Conformità, così come previsto dal D.M. 37/08, andrebbe anche in questo caso a dichiarare il “falso in atto pubblico”, non avendo osservato pienamente le indicazioni previste dal p. 6.5.1 di UNI 10683 che cita testualmente: “Lo scarico dei prodotti della combustione deve avvenire a tetto.
E’ vietato lo scarico diretto a parete o verso spazi chiusi anche a cielo aperto.”
Quindi se fate il camino esterno senza DIA, avete torto, se non lo fate e scaricate a parete, avete torto lo stesso!
In tutti i due casi, l’installatore rimarrebbe con il classico “cerino acceso”, sperando che non ci siano i vicini di casa spioni o confidando nella buona sorte.

L.R. Fumisti Di Marca

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Nuova UNI 10683- Inchiesta finale

Il progetto di norma UNI curato dal CTI- Comitato Termotecnico Italiano è entrato in fase di inchiesta pubblica finale.

La Nuova UNI 10683 definisce i requisiti di verifica, installazione, controllo e manutenzione di impianti destinati al riscaldamento ambiente e/o alla produzione di acqua calda sanitaria e/o alla cottura dei cibi, con apparecchi sia a tiraggio naturale che a tiraggio forzato, con potenza termica nominale inferiore o pari a 35 kW alimentati con biocombustibili solidi.

Direttamente dal sito UNI  è possibile scaricare e commentare in progetto di norma:

direct link:

http://www.uni.com/index.php?option=com_wrapper&view=wrapper&Itemid=675&lang=it

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Detrazione fiscale 55% per il risparmio energetico

La detrazione fiscale del 55% su IRPEF e IRES è applicata per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2012 per interventi di riqualificazione che aumentino il livello di efficienza energetico degli edifici esistenti. In particolare sulle spese sostenute per:

  • la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento;
  • il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni, pavimenti, finestre ed infissi);
  • l’installazione di pannelli solari;
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale;

Chi può usufruirne?

  • le persone fisiche, comprese gli esercenti arti e professioni;
  • i contribuenti che conseguono al reddito d’impresa;
  • le associazioni tra professionisti;
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;

Tra le persone fisiche possono usufruire dell’agevolazione fiscale anche i titolari di un diritto reale sull’immobile, i condomini(per gli interventi sulle parti comuni condominiali), gli inquilini, chi detiene l’immobile in comodato e i familiari conviventi (parenti entro il 3° grado e affini entro il 2° grado).

La detrazione del 55% non può essere cumulata con altre detrazioni come ad esempio la detrazione del 36% per il recupero del patrimonio edilizio o altre detrazioni riconosciute dalla Comunità Europea.

Come ottenere la detrazione

Per poter ottenere la detrazione occorre effettuare il pagamento, tramite bonifico, delle spese sostenute entro il 31 dicembre 2012.

Occorre inoltre acquisire i seguenti documenti:

  • L’asservazione, che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti (in caso di interventi su finestre, infissi e caldaie a condensazione con potenza inferiore ai 100 kW, questo documento può essere sostituito da una certificazione dei produttori);
  • L’attestato di certificazione energetica, che comprende i dati relativi all’efficienza
    energetica propri dell’edificio vedi Allegato A del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 19/02/07.
  • La scheda informativa relativa agli interventi realizzati, vedi Allegato A del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 19/02/07.

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori occorre trasmettere all’Enea una copia dell’attestato di certificazione energetica (Allegato A del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 19/02/07) e la scheda informativa (Allegato E o F del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 19/02/07 relativa agli interventi realizzati).

Link utili:

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Legna da ardere

La legna da ardere non è tutta uguale e ai fini del riscaldamento, presenta caratteristiche diverse a seconda della varietà di pianta dalla quale è ricavata.

La legna si suddivide in legna dolce e legna dura in base al peso in Kg/m³ di materiale. La legna dolce si accende facilmente, si consuma in fretta e sviluppa una fiamma lunga, la legna dura invece è più compatta, la combustione è più lenta con fiamma corta, dura di più ed è più adatta al riscaldamento domestico.

Attenzione: legna vecchia, non vuol dire legna asciutta!

LE CARATTESTICHE PER SCEGLIERE LA LEGNA IDEONEA ALLA COMBUSTIONE:

  • Legna naturale non trattata;
  • Legna secca con umidità massima del 20%;
  • Legna spezzata, non utillizzare mai legna non spezzata o tondini;

QUANDO LA LEGNA NON E’ IDONEA:

  • Legna trattata (es pallet, scarti di falegnameria);
  • Legna bagnata con umidità superiore del 20%;
  • Legna non spezzata e tondini;

LA LEGNA DA UTILIZZARE

Veniamo ai tipi di legno che per caratteristiche e percentuale di umidità, si possono catalogare più o meno adatte a essere utilizzate per fini energetici o per la cottura.  

Castagno: Non è molto adatto per il riscaldamento: emana troppo fumo e sporca la canna fumaria.

Vite: ottimo combustibile, brucia lentamente con ottima brace: ideale per le grigliate e gli spiedi.

Abete: è un combustibile discreto, ma resino­so: produce molto fumo e sporca la canna fumaria.

Pino Giallo: legno mediocre, brucia rapidamente: alta fumosità, sporca la canna fumaria

Carpino: legno di buona qualità, buona brace, fiamma viva.

Faggio: legno compatto e pesante: va bene per riscaldare  e per ogni tipo di cottura.

Quercia: ottimo combustibile, brucia assai lentamente: mantiene la fiamma nel fo­colare.

Larice: discreto combustibile: a causa della resina emana molto fumo e sporca la canna fumaria.

Pioppo: Non è molto adatto come combustibile essendo un legno elastico e leggero..

Platano: combustibile mediocre: non molto adatto per il riscaldamento.

Betulla: si presta molto al momento dell’accensione: brucia in fretta.

Acacia: legno duro e adatto alla combustione: non mantiene la brace a lungo

Rovere: legno duro e compatto che brucia lentamente: produce buona brace

Olmo: legno duro, brucia molto lentamente: ottimo combustibile

L.R.

 

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Buon Natale

Le tre scuse più utilizzate da Babbo Natale quando per non scendere dal camino:

  1. Il fuoco è acceso e rischio di bruciarmi assieme ai regali;
  2. Il camino è troppo piccolo e non ci passo;
  3. Il camino è sporco, potevate chiamare uno spazzacamino!!

Buon Natale dallo Staff di CannaFumariaSicura!!!!!

 

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Pulizia canne fumarie – tecniche e soluzioni

La pulizia della canna fumaria, dei caminetti e delle stufe è un fatto serio:

guai pensare di potersi organizzare da soli, né tanto meno pensare di non farla!

LE FASI PRELIMINARI DELLA PULIZIA 

Prima di pulire qualsiasi condotto fumario, lo Spazzacamino deve verificare tramite una videoispezione, eseguita con delle apposite telecamere professionali, le reali condizioni del condotto da pulire, alfine di poter rilevare anche possibili fessurazioni, imperfezioni, ostruzioni, (allacciame

nti abusivi!) presenza di eventuali nidi, calabroni, api ecc..

LA PULIZIA A PERCUSSIONE

Questa pulizia viene eseguita dall’alto, cioè dal tetto, inserendo dal comignolo una spazzola di diametro adeguato a cui è agganciato da una parte un peso di circa 2 kg e dall’altra una corda di almeno un centimetro di diametro: dopodiché si effettuano delle manovre discendenti/ascendenti.

LA PULIZIA AD ASTE

In sostituzione della corda e del peso, si trovano anche delle aste in plastica rigide o pieghevoli, che si congiungono con un attacco a vite/baionetta e possono andar bene anche per gli interventi eseguiti dal basso. La spazzola viene inserita dal comignolo o spinta dalla base del condotto, dopodiché si effettuano anche in questo caso le manovre di ascesa/discesa

LA PULIZIA AD ASPO

In alternativa delle aste ad aggancio rapido, attualmente si sta passando dall’utilizzo di aste rigide o semirigide, ad attrezzature più raffinate, come le aste flessibili con sonde arrotolate, comunemente chiamate aspo.

LA PULIZIA MOTORIZZATA (fresatura)

Questo sistema deve essere eseguito esclusivamente da Spazzacamini specializzati e viene utilizzato solitamente negli interventi più estremi come nei debordi di malta per agevolare l’intubamento o per i depositi catramosi e le croste dure, difficilmente eliminabili con la sola raschiatura manuale.

Prima di effettuare questo tipo di pulizia lo Spazzacamino deve sempre eseguire una  accurata videoispezione ed una preventiva analisi della resistenza dei materiali del camino e del comignolo. La spazzola viene introdotta sia dalla base che dalla testa del condotto, dopodiché si effettuano delle rotazioni ascendenti e discendenti con l’ausilio di un apposito trapano elettrico a cui sono agganciate particolari aste con speciali spazzole o catene d’acciaio in testa.

L.R.

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